Si concluderà domenica 12 dicembre alle 18, con una tavola rotonda moderata da Sergio Nuvoli (responsabile del Settore Comunicazione istituzionale e dell’Ufficio stampa dell’Università di Cagliari), l’edizione 2021 dell’International Smart Cities School, organizzata dal Tomorrow’s cities lab, coordinato da Luigi Mundula, con il sostegno della Fondazione di Sardegna.

All’evento finale, trasmesso sulla piattaforma Zoom dal sito dell’Ateneo cagliaritano parteciperanno Emiliano Deiana (Presidente ANCI Sardegna), Stefano Epifani (Digital Transformation Institute), Roberto Lippi (UN-Habitat), Anita Pili (Assessora all’Industria della Regione Autonoma della Sardegna), Fabrizio Pilo (Prorettore ai rapporti con il territorio dell’Università di Cagliari) e Paolo Truzzu (Sindaco della Città Metropolitana di Cagliari).

La serata sarà aperta dalla presentazione dei progetti elaborati dai partecipanti nel corso delle attività laboratoriali, con il supporto dei docenti e dell’architetta Mara Ladu (tutor didattico e coordinatrice organizzativa della scuola). La discussione e la valutazione dei progetti sarà affidata a Michele Casciu (Presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Cagliari), Teresa De Montis (Presidente della Federazione Ordine Architetti Sardegna), Lorenzo Grussu (Consigliere Ordine Architetti), Alessandra Milesi (Delegata del Presidente Ordine Ingegneri Cagliari), Luigi Mundula (docente di Geografia economica dell’Università di Cagliari). Seguiranno gli interventi di Maria Buhigas (Università di Barcellona) e Daniel Quintero (Sindaco di Medellin).

La scuola di formazione ogni anno affronta il tema delle smart cities da un’angolazione diversa. Il tema di questa edizione è “Le città nell’era del ‘new normal’ post-pandemico”: “In questo quadro – spiega il professor Mundula – l’evento ha come obiettivo l’approfondimento degli strumenti concettuali e operativi e dei modelli di governance utili a costruire città che, a partire dalla costruzione di strategie condivise, integrino l’innovazione tecnologica e sociale nei processi di sviluppo urbano per garantire un’alta qualità della vita ai cittadini nel quadro di una sostenibilità intergenerazionale globale”.

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