Angelo Zedda

I tifosi rossoblù lo conoscono benissimo perché è il testimonial del celebre spot del Cagliari Calcio: Ogni maledetta domenica. Ma per Angelo Zedda – una lunga gavetta nel mondo della recitazione incominciata nel lontano 1996 – le prime vere soddisfazioni professionali sono arrivate qualche anno fa, con l’approdo nel piccolo schermo. Nelle vesti di Salvatore Spano, il padre disgraziato e coperto di debiti che ha interpretato nella fiction L’Isola di Pietro con Gianni Morandi. Ma ancora prima con il sergente Petrella ne L’ultima Frontiera di Franco Bernini dove ha recitato a fianco di Fabrizio Gifuni.

L’attore cagliaritano, classe 1973, è tra i protagonisti de La Sedia, il film di Gianluca Vassallo che sarà proiettato questa sera al Cinema Odissea di Cagliari nell’ambito del festival Lucidofestival.com.

Quando nasce la passione per la recitazione?

Ho iniziato a fare teatro nel 1996 debuttando sotto la regia di Maria Assunta Calvisi in una commedia scritta da Nino Nonnis in cui interpreto Achille: una deliziosa parodia dell’Iliade. Da quel momento il teatro è diventato una passione. Anche se in effetti sino al 1996 credo di aver odiato quello che per me era il teatro, ossia la commedi in sardo. Poi ho avuto modo di aprirmi a questo nuovo mondo.

Cosa significa per te recitare?

In questo mondo di luci, ombre, quinte ho trovato la mia vera dimensione. Non sembra ma sono una persona molto timida e in questo il teatro mi ha dato una bella botta. Riesco a mettere in ogni personaggio un po’ del mio essere e del mio vissuto. Paradossalmente nell’interpretare “Gesù nella Passione” diretto da Carlo Porru nel 2001 ho dovuto guardarmi dentro, cercare quella “fede” che non ho per calarmi il più possibile in quel personaggio davvero complicato. Ho addirittura guardato più volte il “Gesù” di Franco Zeffirelli. Lavorando nei villaggi turistici come animatore sono riuscito sempre più a vincere quella timidezza nel mettermi in gioco davanti al pubblico. Ho sempre considerato la recitazione più di una passione, spesso mettendo in secondo piano il lato economico. È sempre stato primario per me imparare, assorbire quanto più potevo da ogni attore, regista e maestro con il quale ho avuto l’onore di lavorare.

Anche Paolo Sorrentino ha il tuo numero di telefono…

Si, ho ricevuto la chiamata di Paolo Sorrentino per The Young Pope. Ma resto umile. A parte gli scherzi, purtroppo quel progetto per me non è andato avanti, ma sapere di aver avuto un minuto con lui per me è stato importante!

Qual è il tuo percorso professionale?

Ho studiato recitazione, speakeraggio, e doppiaggio a Firenze presso la scuola di cinema di Beppe Ferlito. Ho lavorato con diversi registi, tra cui Marco Parodi, Gianni Musi, Paolo Santangelo e Livia Maddalena. Ho lavorato tanti anni per la compagnia Figli d’arte Medas. Con Stefano Raccis ci siamo anche misurati come produttori di uno spettacolo innovativo che raccontava la vita di Edgar Degas. Inoltre, con La piccola Parigi di Maria Assunta Calvisi abbiamo messo in scena uno spettacolo sul primo sciopero dei minatori in Sardegna, superando le 200 repliche.

E il cinema?

Il cinema è arrivato quasi per caso. Non ho una formazione prettamente cinematografica ma, come insegnano i grandi registi, più sei naturale più sei “vero”. Ho fatto davvero tanti casting, sia in Sardegna che fuori, ho studiato tantissimo anche da autodidatta e poi, finalmente, è arrivata la mia prima possibilità. Me l’ha data Franco Bernini che mi ha affidato il ruolo del “sergente Petrella” nella fiction L’ultima frontiera dove ho recitato al fianco di Fabrizio Gifuni. Da lì sono state diverse le esperienze sia nel grande che piccolo schermo. Fino a “L’isola di Pietro” dove nell’ultima serie ho rivestito i panni di uno dei protagonisti, Salvatore Spano, padre disgraziato coperto di debiti”.

Ogni maledetta domenica: i tifosi del Cagliari ti conoscono bene…

Sì è vero. Sono il protagonista dello spot del Cagliari Calcio. Mi ha scelto lo stesso Paolo Zucca, che ha curato la regia in un visionario set che richiama “Ogni maledetta domenica” con Al Pacino. Ho tentato di ispirarmi a lui guardando più e più volte quello spezzone di film. Sia quello in lingua originale e che quello doppiato dal grande Giancarlo Giannini”.

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