Magistratura, Vigili del Fuoco, Corpo Forestale, Protezione civile regionale e Carabinieri forestali insieme contro gli incendi che ogni estate devastano migliaia di ettari di territorio sardo (quasi 20mila quelli bruciati solo nel corso del 2022).

Il patto è stato siglato oggi in un vertice tenuto a Cagliari. L’incontro, voluto dal Procuratore Generale Luigi Patronaggio, si è tenuto nei locali della Procura dei Cagliari. Erano presenti, oltre lo stesso Patronaggio, tutti i procuratori del Distretto, con il comandante regionale dei vigili del fuoco, Natalia Restuccia, il comandante del Corpo Forestale regionale Fabio Migliorati, il direttore generale della Protezione Civile Antonio Belloi e il comandante dei Carabinieri Forestali Michele Ravaioli.

«Scopo dell’incontro è stato quello di creare delle virtuose sinergie fra le istituzioni che si occupano della prevenzione e spegnimento degli incendi boschivi e le Procure del Distretto, deputate alla identificazione dei responsabili degli incendi affinché nei loro confronti sia esercitata l’azione penale e siano sottoposti alle pene previste dalla legge».

In Sardegna lo scorso anno sono andati in fumo 19.228 ettari di superficie boschiva. In particolare, sono stati 339 gli incendi, che hanno portato alla denuncia di 82 persone, «di cui solo 4 – viene precisato – sono stati tratti in arresto». Dati che pongono la Sardegna al terzo posto in Italia per numero di roghi.

«Nel corso dell’incontro, in prossimità della stagione antincendio 2023, sono state messe a punto strategie e protocolli operativi e sono state altresì concordate nuove tecniche di indagine con ricorso alle più sofisticate e moderne tecnologie. Nell’occasione, infine, è stato illustrato il progetto di convenzione, ancora in fase di stipula, fra il presidente della Regione Cristian Solinas e il procuratore generale Patronaggio, con il quale verranno distaccati presso le Procure del Distretto ben 21 fra ufficiali e agenti Forestali con compiti che spaziano dalla tutela dell’ambiente fino alla repressione dell’abusivismo edilizio».

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