Sciopero in vista per il trasporto pubblico regionale. Orsa Tpl ha proclamato per venerdì 9 gennaio 2026 uno sciopero di 24 ore, dall’inizio alla fine del servizio, che coinvolgerà tutto il personale Arst. La mobilitazione segna l’avvio di una nuova fase di protesta, dopo il mancato riscontro dell’azienda alla vertenza aperta dal sindacato a partire dallo scorso mese di aprile.
Alla base dello sciopero, secondo Orsa Tpl, c’è il rifiuto di Arst di avviare un confronto sulla piattaforma contrattuale di secondo livello proposta dall’organizzazione sindacale. Al posto del dialogo, l’azienda avrebbe sottoscritto con altre sigle un accordo denominato Cia 2025–2027 che, a giudizio del sindacato, non affronta né risolve le criticità strutturali del personale, in particolare di quello operativo e del comparto viaggiante.
Il quadro tracciato da Orsa Tpl è quello di salari e indennità sostanzialmente fermi da anni. Il sindacato parla inoltre di premialità giudicate discriminatorie, di un welfare selettivo che non coinvolgerebbe l’intera platea dei lavoratori e di politiche del personale che finirebbero per accentuare le disuguaglianze interne.
A pesare è anche il mancato consenso su un integrativo che, secondo Orsa Tpl, non sarebbe mai stato sottoposto a referendum. Segnalati anche turni di lavoro ritenuti insostenibili, forme di part-time penalizzanti, assenza di regole chiare sui cambi turno e gestione dei buoni pasto definita inaccettabile. In particolare, il sindacato contesta la riduzione della soglia oraria da 10 a 9 ore per ottenerli, giudicata “l’ennesima presa in giro a fronte di trattamenti più favorevoli riservati ad altri comparti amministrativi e dirigenziali”.
Non mancano le accuse sul fronte occupazionale, con la mancata stabilizzazione del personale assunto che resterebbe in attesa di risposte sia dall’azienda sia dalla Regione. Orsa Tpl denuncia inoltre un clima interno definito repressivo, con la minaccia di sanzioni disciplinari nei confronti dei lavoratori che rifiutano lo straordinario. Una pratica che, secondo il sindacato, comprimerebbe il diritto alla conciliazione tra lavoro e vita familiare. Un atteggiamento che viene ritenuto ancor più grave alla luce del fatto che Arst è controllata dalla Regione Sardegna.
“Questo sciopero non è un episodio isolato – afferma Orsa Tpl – ma l’inizio di una nuova fase di mobilitazione. I Lavoratori chiedono turni sostenibili, indennità adeguate, buoni pasto equi, stabilizzazione del Personale precario, regole certe e rispetto. La dignità del lavoro non è negoziabile”.
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