In occasione della sua visita a Oristano, il rappresentante di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, è tornato a contestare duramente le direttive del Green Deal europeo e l’attuale gestione della transizione ecologica. Secondo l’esponente politico, si sta assistendo a una forzatura ideologica nell’impiego di fonti energetiche che vengono erroneamente etichettate come sostenibili, citando proprio la Sardegna come l’emblema di una deriva preoccupante.
Vannacci ha denunciato una vera e propria aggressione al territorio sardo, sostenendo che l’installazione massiccia di impianti stia distruggendo il patrimonio estetico e naturale della regione. Nel suo intervento, ha ribadito la necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento senza esclusioni pregiudiziali, schierandosi apertamente con i movimenti locali che lottano contro l’occupazione del suolo da parte delle multinazionali dell’energia.
“Esagerazione al ricorso a queste energie chiamate rinnovabili, ma che rinnovabili non sono. La Sardegna ne è l’esempio: una speculazione selvaggia, un ricorso non giustificato a questi sistemi di produzione energia che stanno deturpando il paesaggio e che stanno disturbando una delle risorse più preziose che quest’isola ha, che è la bellezza. Ci sono tanti altri sistemi per produrre l’energia. Io ho già detto mille volte che non dobbiamo rinunciare a nessuna capacità di produzione che possa entrare a far parte del nostro portafoglio energetico. E quindi sono coerente e sono a supporto e promuovo questa azione dei sardi, che sono contrari a questa speculazione selvaggia e alla quale si oppongono e devono continuare ad opporsi”.
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