In Evidenza Consiglio regionale, in Aula la manovra da 11 miliardi: scontro acceso

Consiglio regionale, in Aula la manovra da 11 miliardi: scontro acceso

Confronto politico acceso in Consiglio regionale dove è partita la discussione sulla Finanziaria presentata dalla Giunta di centrosinistra

Il confronto sulla manovra finanziaria 2026-2028 da oltre 11 miliardi di euro si apre subito in un clima rovente nell’aula del Consiglio regionale sardo. Il termine per la presentazione delle proposte di modifica scade domani e il numero esatto degli emendamenti si conoscerà soltanto allora, ma il centrodestra sceglie subito la linea dura e passa all’attacco già nella discussione generale, avviata dal relatore di maggioranza, il pentastellato Alessandro Solinas.

“Le risorse ci sono e consentiranno di attuare interventi su settori strategici per la Sardegna” ha detto Solinas che ha più volte ricordato come questa manovra sia stata definita prima dell’accordo sulle entrate. Solinas ha detto di credere in un approccio costruttivo: “La volontà della maggioranza è quella di alimentare il dialogo con la minoranza e con le parti sociali”.

Il relatore di minoranza Fausto Piga (FdI) ha replicato affermando che la bella notizia è che “questa maggioranza non potrà far peggio dello scorso anno”, quando la Regione per sei mesi è rimasta “ingolfata”. Ma la brutta notizia, secondo il consigliere meloniano, è che “si tratta di una manovra ricca per le risorse (11 miliardi di euro) ma povera nei contenuti”, definandola “una Finanziaria tecnica, dove è scarsa l’impronta politica”. E ironizza: “Più che di un bilancio della Regione sembra un bilancio di un ente periferico. Il modo in cui si programma la spesa a volte è ridicolo, la Regione deve programmare in modo strategico. Ci sono poi troppe nuove consulenze e incarichi”.

Critico Alessandro Sorgia, esponente del gruppo Misto, che invita a chiarire subito la direzione politica del provvedimento. “Anche quando si hanno risorse limitate bisogna avere le idee chiare su come utilizzarle” incalza Sorgia. Una finanziaria che, a suo giudizio, “manca di coraggio e di visione”, incapace di affrontare in modo incisivo le numerose questioni rimaste aperte. In due anni “i sardi non hanno ancora percepito il cambio di passo annunciato in campagna elettorale. Ci troviamo invece di fronte a un Campo largo litigioso e confuso più che mai”.

Nonostante le premesse siano quelle di uno scontro senza sconti, l’ipotesi di un confronto destinato a trascinarsi fino a febbraio è respinta dall’assessore regionale al Bilancio Giuseppe Meloni, che a margine della seduta si dice fiducioso sulla possibilità di trovare un’intesa con le opposizioni. “Penso ci siano le condizioni per trovare un’intesa con le opposizioni. Ci sono i margini per evitare il secondo mese di esercizio provvisorio, non credo si rischi di andare oltre gennaio”.

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