Notizie Cagliari Giornata della Memoria, Zedda: “Invito i giovani a studiare e capire”

Giornata della Memoria, Zedda: “Invito i giovani a studiare e capire”

In occasione della Giornata della Memoria, il sindaco Zedda ricorda le vittime della Shoah e dedica un pensiero alla difesa degli ideali di libertà

In occasione della Giornata della Memoria, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda ha rivolto un messaggio sentito alla cittadinanza, richiamando il valore universale del ricordo e il dovere morale di trasmetterne il significato alle nuove generazioni.

“Sono trascorsi più di 80 anni dalla tragedia della seconda guerra mondiale, ma i conflitti nel mondo imperversano ancora in tanti Paesi” scrive Zedda sui social. “Per questo, ricordare la Giornata della memoria è un dovere e un monito per il nostro presente e il futuro delle nuove generazioni”, ha proseguito il primo cittadino, sottolineando come il ricordo della Shoah non appartenga solo al passato, ma rappresenti una responsabilità attuale e collettiva.

Nel suo intervento, Zedda ha ribadito la portata devastante dell’Olocausto, ricordando le vittime di una delle più grandi tragedie della storia: “L’Olocausto provocò l’uccisione di un terzo del popolo ebraico e di innumerevoli membri di altre minoranze come rom e sinti, ma anche oppositori politici, prigionieri di guerra, omosessuali, persone disabili, ebrei italiani e tantissimi altri”.

Il sindaco ha poi invitato soprattutto i giovani a coltivare spirito critico e conoscenza, strumenti fondamentali per prevenire il ripetersi di simili orrori. “In particolare ai giovani, faccio un invito a studiare, essere curiosi, capire perché sono accadute certe cose e perché a volte c’è il sentore di corsi e ricorsi storici”.

Nel suo discorso, Zedda ha anche lanciato un chiaro monito contro ogni forma antidemocratica. “I fascismi, quelli di ieri e quelli di oggi, hanno sempre determinato e determinano povertà, devastazioni, morti, uccisione di persone inermi, di coloro che sono diversi dai dittatori e delle persone che amano la libertà e la democrazia”.

E conclude: “Nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau compare ancora la scritta “il lavoro rende liberi”, ma la gente veniva sterminata nelle camere a gas e nei forni crematori. Solo la pace e la conoscenza rendono veramente libere le persone”.

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