La spirale di violenza che vede contrapposti Stati Uniti, Israele e Iran sta scuotendo violentemente i mercati energetici globali, riflettendosi in tempi record sulle tasche dei cittadini. L’instabilità del Medio Oriente — area nevralgica per l’estrazione e la logistica del greggio — ha innescato una fiammata dei prezzi alla pompa che, secondo gli analisti, è destinata a peggiorare nel breve periodo.
I numeri elaborati dall’Osservaprezzi del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) fotografano una situazione critica: il costo medio nazionale della benzina in modalità self-service è balzato a 1,749 euro al litro, mentre il gasolio ha raggiunto quota 1,875 euro.
Il rincaro diventa ancora più evidente per chi usufruisce del servizio assistito: in questo caso, la benzina sfiora gli 1,90 euro, mentre il diesel ha ufficialmente abbattuto la barriera dei 2 euro al litro (attestandosi a una media di 2,004 euro), segnando un momento di forte pressione economica per il settore dei trasporti e per le famiglie.
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