Notte di paura a Decimoputzu tra venerdì e sabato, dove l’auto del sindaco Antonino Munzittu è stata distrutta da un incendio mentre era parcheggiata nel cortile della sua abitazione. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e i Carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti per chiarire l’origine del rogo.
L’episodio ha suscitato immediata reazione nel mondo istituzionale sardo, che già da tempo vive con la minaccia degli atti intimidatori, di cui gli incendi alle auto rappresentano la parte più consistente. L’Anci Sardegna ha espresso “la più sincera vicinanza e solidarietà al sindaco di Decimoputzu per il grave episodio che ha colpito la sua comunità e la sua persona”, condannando con fermezza qualsiasi forma di violenza o intimidazione. L’associazione ha inoltre manifestato fiducia nel lavoro delle autorità affinché venga fatta piena luce sull’accaduto in tempi rapidi.
Una presa di posizione netta è arrivata anche dal gruppo consiliare Sardegna al Centro 2020, che ha parlato di un gesto grave e intollerabile qualora venisse confermata la natura dolosa dell’incendio. I consiglieri regionali Antonello Peru, Stefano Tunis e Alberto Urpi hanno ribadito la propria vicinanza al sindaco, alla sua famiglia e all’intera comunità, sottolineando come episodi simili colpiscano chi quotidianamente opera al servizio delle istituzioni e dei cittadini. “Se le indagini confermeranno la matrice dolosa, ci troveremo di fronte all’ennesimo vile atto ai danni di chi rappresenta le istituzioni sul territorio”.
Anche Ignazio Locci, presidente del Cal (Consiglio delle Autonomie Locali) ha voluto ribadire con fermezza la difesa degli amministratori locali. “A nome di tutti gli amministratori locali sardi voglio esprimere una ferma condanna e la solidarietà per un gesto di una gravità assoluta. I sindaci rappresentano un presidio di legalità nelle nostre comunità locali ed è inaccettabile che siano vittime di vigliacche azioni intimidatorie”.
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