C’è anche un ragazzo cagliaritano di 17 anni tra i giovani coinvolti nella vasta operazione di contrasto all’estremismo di destra coordinata dalla Procura di Milano e dalla Procura per i minorenni. L’inchiesta ha portato agli arresti domiciliari un 19enne, ritenuto il leader di una rete online composta da giovanissimi simpatizzanti neonazisti e antisemiti.
In totale sono 15 gli indagati, accusati a vario titolo di discriminazione razziale e religiosa, con l’aggravante dell’apologia della Shoah. Colpisce il dato anagrafico: ben nove dei coinvolti sono minorenni. Il 17enne residente a Cagliari deve rispondere della violazione dell’articolo 604 bis del codice penale, che punisce chi istiga o commette atti di violenza per motivi razziali, etnici o religiosi.
Nella giornata di oggi, gli agenti della Digos di Cagliari hanno eseguito una perquisizione nell’abitazione del minore. Durante l’operazione sono stati sequestrati due telefoni cellulari e altro materiale informatico, che verranno ora analizzati dagli esperti della Digos di Milano. Secondo quanto emerso dalle indagini, i giovani utilizzavano piattaforme di messaggistica per un’intensa attività di propaganda neofascista, arrivando a esaltare gli autori di stragi suprematiste e a celebrare i crimini dell’Olocausto.
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