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La “maggioranza silente”, la descrive Gigio Rancilio sull’articolo “La lenta, incessante ritirata dei moderati” in cui, sulle pagine online del quotidiano Avvenire, descrive il graduale decadimento dei social network. La maggioranza silente è fata di quelle persone che contemplano il mondo digitale senza interagire: non mettono un “mi piace” o una faccina, non lasciano commenti, non condividono i post. Leggono soltanto quello che scrivono gli altri.

Si tratta di un fenomeno sempre più frequente nella nostra sempre più frenetica vita virtuale, collegato ad un altro comportamento molto più preoccupante: la sempre più evidente ritirata dei moderati dai social network. Chi ha voglia di dialogare tende sempre più a ritirarsi in buon ordine dalle sterili dispute da ultras ospitate sulle pagine social. Probabilmente – questa è la spiegazione del commentatore di Avvenire – si tratta di un indietreggiamento iniziato durante la pandemia, quando “dopo mesi di “andrà tutto bene”, di incontri in video, di abbracci e baci virtuali, di applausi al personale sanitario, tante persone hanno iniziato a tirare fuori tutta la rabbia, la paura e la frustrazione che avevano accumulato”.

In questo modo – questa è la realtà (seppure virtuale) – le bacheche dei social network si sono popolate di post sempre più violenti e aggressivi. Pullulano gli esperti tuttologi che sanno tutto di tutto. Sanno tutto di virologia come di diritto.

Il commentatore di Avvenire menziona anche distorsione cognitiva denominata “effetto Dunning-Kruger”, l’alterazione patologica assai frequente nelle lande digitali che porta individui totalmente incompetenti in un campo del sapere a sopravvalutare all’eccesso le proprie capacità.

“Questo pessimo modo di relazionarsi online con gli altri ormai riguarda tutto – scrive Rancilio -: che si tratti dello sport come della politica, della Chiesa come di un fatto di attualità sembra diventato difficilissimo se non impossibile un confronto civile. Si salvano in parte solo coloro che hanno un discreto numero di fan, pronti a difenderli dagli attacchi. Ma gli altri, tanti altri, hanno via via smesso di partecipare”.

Insomm, il risultato è che chi ha a cuore il dialogo ha smesso di spendere energie a rispondere a persone che non hanno alcuna intenzione di dialogare. Anzi: ha proprio smesso di esprimersi. Spesso non commenta nemmeno più i post degli amici. È – scrive Avvenire – “la lenta incessante ritirata social delle persone moderate”.

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