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Brigata Sassari, Israele evacua il sud del Libano e bombarda: ansia per i Dimonios

Israele dispone l’evacuazione di 50 città e villaggi nel sud del Libano e prosegue i bombardamenti: ansia per i militari sardi in missione

Prosegue l’escalation del conflitto che vede contrapposti Stati Uniti e Israele contro Iran, con un nuovo fronte di tensione che coinvolge direttamente il Libano. L’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione immediata dei residenti di circa 50 città e villaggi, annunciando attacchi imminenti contro obiettivi riconducibili a Hezbollah.

In un messaggio diffuso sulla piattaforma X, un portavoce militare ha intimato alla popolazione di lasciare le proprie abitazioni. “Per la vostra sicurezza, evacuate immediatamente le vostre case e spostatevi di almeno 1 chilometro dal villaggio verso aree aperte”, si legge nell’avviso che riguarda località del sud e dell’est del Paese.

Nelle ore precedenti l’aviazione di Tel Aviv aveva già colpito più volte il territorio libanese. Secondo il ministero della Salute di Beirut, il bilancio degli attacchi notturni sarebbe di almeno 31 morti e 149 feriti, numeri che confermano la gravità della nuova fase del conflitto.

La missione italiana nel sud del Libano

In questo scenario di crescente instabilità, preoccupa il dispiegamento della Brigata Sassari proprio in Libano. I “Dimonios” sono tornati pochi giorni fa nel Paese, pronti ad assumere nella prima metà di marzo il comando del contingente italiano e del settore Ovest di Unifil, la forza multinazionale delle Nazioni Unite schierata lungo il confine tra Libano e Israele, nell’ambito dell’operazione “Leonte”.

Si tratta di un contingente complessivo di circa 2.800 caschi blu, di cui circa mille sono militari italiani. Tra questi, oltre 500 appartengono alla Brigata Sassari, al suo quarto ritorno in Libano dopo le missioni del 2016, del 2020-2021 e del 2024-2025.

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