La governatrice Alessandra Todde ha ripreso il suo posto nell’Aula del Consiglio regionale per proseguire l’iter della Legge di Stabilità 2026, una manovra imponente da 11,6 miliardi di euro.
Mentre il tema dei ristori per i danni da maltempo è stato temporaneamente messo in pausa — in attesa di un ordine del giorno che sbloccherà i primi 5 milioni di euro — lo scontro politico si è infiammato sull’articolo 2, il cuore pulsante della finanziaria dedicato alla Sanità. La discussione è degenerata rapidamente in un attacco frontale alla presidente, la quale detiene attualmente la delega di assessora alla Sanità ad interim, in un clima reso ancora più teso dalle recenti polemiche sulla nomina dei direttori generali delle Asl.
L’opposizione ha sferrato colpi durissimi. Fausto Piga (FdI) ha tracciato un bilancio fallimentare, sostenendo che l’attuale sistema sanitario sia persino peggiorato, con criticità insanabili su liste d’attesa, medicina territoriale e gestione delle Case della Salute. Nel mirino sono finiti anche i commissariamenti delle aziende sanitarie e i cantieri per gli operatori socio-sanitari (Oss), descritti come esempi di inefficienza amministrativa. Ad alzare ulteriormente i toni è stato Alessandro Sorgia (Gruppo Misto), che ha interpretato la scelta di Todde di mantenere l’interim come un segnale di “presunzione politica”, accusandola di aver lasciato soli medici e pazienti in un momento di profonda crisi.
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