Cagliari celebra un traguardo straordinario: Luisetta Mercalli ha compiuto 111 anni, confermandosi la donna più longeva della Sardegna e la sesta in Italia. Nata a Carloforte il 15 febbraio 1915, ha festeggiato il compleanno in una residenza sanitaria assistita di Su Planu, dove vive dal 2015, circondata dall’affetto delle figlie, delle nipoti e del personale della struttura.
Alla festa, svoltasi nella mattinata di martedì 17 febbraio 2026, ha preso parte anche il presidente del Consiglio comunale di Cagliari, Marco Benucci, che ha consegnato un mazzo di fiori e una pergamena a nome del sindaco Massimo Zedda e dell’Amministrazione cittadina.
Nel suo intervento, Benucci ha voluto sottolineare il valore simbolico: “Siamo qui per un traguardo raro, che appartiene a tutta la comunità”, ha dichiarato. “Luisetta rappresenta una memoria preziosa e siamo felici di festeggiarla”.
La storia di Luisetta Mercalli attraversa oltre un secolo di vita italiana. Insegnante di musica, con una grande passione per il canto e il teatro, è rimasta autonoma fino ai cento anni e ha continuato a seguire con costanza le stagioni teatrali cagliaritane, mantenendo vivo un legame profondo con la cultura.
Trasferitasi nel capoluogo nel 1951, sposò nello stesso anno Luigi Quaquero, ufficiale di artiglieria conosciuto durante una rappresentazione al Teatro Massimo, in un episodio che ancora oggi racconta la sua vita intrecciata alle arti e alla socialità.
La sua memoria conserva anche le pagine più drammatiche del Novecento: Luisetta ha vissuto due guerre mondiali e ricorda il padre partito per il fronte nel 1915. Durante i bombardamenti del 1943, nonostante lo sfollamento, rientrava a Carloforte per prestare aiuto ai feriti, dimostrando un senso di responsabilità e solidarietà che ha segnato tutta la sua esistenza.
Oggi, a 111 anni, è considerata una presenza affettuosa e discreta nella struttura che la ospita, un riferimento quotidiano per chi la assiste e per chi le è vicino. Un compleanno che non rappresenta soltanto un primato anagrafico, ma anche un’occasione per rendere omaggio a una vita che racchiude un patrimonio di esperienze e memoria collettiva.
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