Province Oristano Oristanese, truffe ed estorsioni dei finti carabinieri: c’è un secondo arresto

Oristanese, truffe ed estorsioni dei finti carabinieri: c’è un secondo arresto

Le indagini sono state avviate a metà dicembre 2025, dopo che i truffatori avevano messo nel mirino un'anziana di Nureci facendosi consegnare 16.000€

I Carabinieri della Compagnia di Ghilarza, in collaborazione con i colleghi di Aversa, hanno portato a termine un’importante operazione investigativa con l’arresto di un uomo residente nel Casertano, accusato di far parte di una banda specializzata in estorsioni ai danni di persone anziane. Questo secondo provvedimento segue l’arresto di un complice trentasettenne avvenuto ad Alghero lo scorso dicembre e chiude il cerchio su una serie di episodi criminali che hanno colpito i centri di Nureci e Samugheo attraverso l’ormai nota tecnica del finto militare.

Le indagini sono state avviate a metà dicembre 2025, dopo che i truffatori avevano messo nel mirino un’anziana di Nureci. In quel caso, un complice si era spacciato telefonicamente per un maresciallo dei Carabinieri, intimando alla donna di consegnare 16.000 euro per salvare la sorella da presunte conseguenze penali legate a un grave incidente stradale inventato. Fortunatamente, il provvidenziale intervento di una pattuglia reale aveva impedito la consegna del denaro. Nello stesso giorno, a Samugheo, un altro pensionato era caduto nel tranello di un falso controllo giudiziario per una rapina mai avvenuta, consegnando nelle mani di un malvivente gioielli e contanti per un valore di circa 12.000 euro prima che quest’ultimo sparisse nel nulla.

Il successo dell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Oristano, si deve all’analisi incrociata delle telecamere di sicurezza cittadine e al tracciamento di un’auto a noleggio che ha permesso di ricostruire tutti i movimenti dei due indagati nell’Isola. Gli elementi raccolti hanno spinto il Giudice per le indagini preliminari a disporre la custodia cautelare in carcere per entrambi i soggetti, ritenuti responsabili di estorsione aggravata. Mentre il secondo complice è stato trasferito presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, i militari continuano a indagare per verificare se il gruppo sia responsabile di altri colpi simili commessi in Sardegna e per identificare eventuali basi logistiche o ulteriori collaboratori coinvolti in questa rete criminale.