Prima pagina Caos sanità in Sardegna, il centrodestra: “Gestione Todde fallimentare”

Caos sanità in Sardegna, il centrodestra: “Gestione Todde fallimentare”

Dopo la sentenza favorevole all’ex dg della Asl di Sassari Flavio Sensi, l’opposizione punta il dito contro la governatrice

In Sardegna la gestione della sanità continua a passare dalle aule dei tribunali. Il nodo delle nomine ai vertici delle aziende sanitarie regionali si arricchisce di un nuovo, pesante capitolo con la decisione del Tar della Sardegna che ha accolto il ricorso di Flavio Sensi, ex direttore generale della Asl 1 di Sassari, rimosso dalla Giunta regionale.

Il Tribunale amministrativo ha stabilito l’illegittimità del commissariamento disposto dalla Regione, ordinando il ripristino della situazione precedente alla destituzione e aprendo anche la strada al risarcimento del danno economico. Una pronuncia che arriva dopo la sentenza della Corte Costituzionale che, nel dicembre 2025, aveva già bocciato la norma regionale alla base dei commissariamenti delle Asl, ritenendola in contrasto con i principi costituzionali.

Durissima la reazione dell’opposizione. La senatrice di Fratelli d’Italia Antonella Zedda parla di “ulteriore batosta” per la presidente Alessandra Todde e attacca frontalmente la gestione regionale. Secondo Zedda, la governatrice sarebbe “la più commissariata dai tribunali e dal Governo nazionale nella storia della Sardegna”, e cita “scuola, industria, energia e chi più ne ha ne metta”.

Per la parlamentare di FdI, l’unica scelta coerente a questo punto sarebbe quella di un passo indietro della presidente della Giunta. “Ora, io non so cosa farà Flavio Sensi, se come dichiarato al collegio dei giudici, non accetterà la nomina a Dg alla Multiss, offerta arrivata dallo stesso centro sinistra che guida Provincia e Comune di Sassari oltre che la Regione, o se chiederà di essere reintegrato in Asl 1. So però bene cosa dovrebbe fare Alessandra Todde: dimettersi“.

Sulla stessa linea anche Ugo Cappellacci, deputato di Forza Italia e presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera, che rivendica di aver denunciato per tempo l’illegittimità dei commissariamenti con atti parlamentari. “Quello che emerge è un fatto gravissimo: la sanità sarda è stata governata con strumenti dichiarati illegittimi, azzerando direttori generali, creando instabilità, compromettendo continuità gestionale e credibilità istituzionale”.

Secondo l’esponente azzurro, il risultato è un sistema sanitario paralizzato, con decisioni esposte al rischio di annullamento e cittadini “ostaggio di una guerra politica combattuta sulla loro pelle”. Per Cappellacci “questo sancisce il fallimento totale della gestione Todde sulla sanità. Non un errore, non una svista, ma incapacità strutturale di governare un sistema complesso”.

Non meno severo il giudizio del capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Paolo Truzzu, che attribuisce alla presidente Todde la piena responsabilità della situazione attuale. “L’unica responsabile del disastro in cui ci troviamo è la presidente Todde, che incurante delle grida di aiuto continua imperterrita nei suoi atti di prepotenza e incompetenza”.

Per l’ex sindaco di Cagliari “l’instabilità del sistema sanitario crea incertezze per il futuro e sarà quasi impossibile recuperare. Nessuna strategia condivisa, nessun buon senso nelle scelte, nessuna competenza profusa a discapito di tutti”.

E sempre dall’opposizione in Consiglio regionale, arriva anche la stoccata del consigliere Alessandro Sorgia, eletto in quota Lega. “Auspico un immediato cambio di passo, con il rispetto rigoroso delle regole e delle sentenze, perché la sanità sarda non può essere ostaggio di decisioni affrettate e successivamente smentite dai tribunali. La presidente Todde deve prendere atto di questo fallimento e farsi da parte, lasciando il posto a chi può realmente risolvere i problemi della sanità sarda”.

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