Province Città Metropolitana Carcere di Uta, consegnato il padiglione destinato al 41-bis

Carcere di Uta, consegnato il padiglione destinato al 41-bis

La struttura della casa circondariale di Uta è progettata per accogliere 92 detenuti in regime di massima sicurezza

Crediti foto: Ansa

Con il passaggio formale del nuovo plesso dal dicastero delle Infrastrutture a quello della Giustizia, la casa circondariale di Cagliari-Uta entra definitivamente in una nuova fase operativa. A darne notizia è Maria Grazia Caligaris, alla guida dell’associazione Socialismo Diritti Riforme, la quale evidenzia come “con la consegna del padiglione, dal Ministero delle Infrastrutture a quello della Giustizia, è ufficialmente iniziata l’era del 41bis nella casa circondariale di Cagliari-Uta”.

Secondo la presidente di SDR, l’anticipo della consegna rispetto alla scadenza originariamente fissata per metà mese suggerisce una forte accelerazione da parte delle istituzioni romane, poiché “il passaggio tra i due Ministeri, avvenuto con qualche giorno di anticipo rispetto alla data del 15 gennaio, fa ritenere che il Dipartimento intende completare il trasferimento dei detenuti in tempi brevi, indifferente alle proteste e alle richieste di un’intera comunità”.

Perché la struttura, progettata per accogliere 92 reclusi in regime di massima sicurezza, diventi funzionale a tutti gli effetti, restano da sciogliere alcuni nodi logistici e organizzativi. Come spiegato da Caligaris, “per rendere pienamente operativo il Padiglione, destinato a ospitare 92 detenuti al regime di massima sicurezza, mancano soltanto gli arredi e le attrezzature dell’Infermeria interna a cui dovrà provvedere l’Asl 8 di Cagliari. L’altra questione che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria deve risolvere riguarda il numero e la dislocazione degli Agenti del Gruppo Operativo Mobile”.

L’attivazione di questa sezione rappresenta solo l’ultima tappa di un lungo processo di trasformazione per il carcere sardo, situato a oltre venti chilometri dal capoluogo. Ricostruendo la storia recente dell’istituto, Caligaris rammenta che “dopo il trasferimento dei detenuti dal carcere di viale Buoncammino, la Casa Circondariale di Cagliari, ubicata nel territorio di Uta, al margine dell’area industriale a 23 chilometri dal capoluogo di regione, ha subito numerosi cambiamenti di cui il Padiglione del 41bis è l’ultimo capitolo. Basti pensare che nel 2014 i detenuti erano 345 mentre oggi sono 745 (30 donne), per 500 posti, persone private della libertà destinate a diventare quasi 840”.

La criticità maggiore risiede nello squilibrio tra l’aumento della popolazione carceraria e la cronica carenza di organico. Caligaris conclude sottolineando che “il problema è che mentre i ristretti sono letteralmente raddoppiati in 11 anni, il personale è rimasto invariato, anzi in molti casi, come per gli Agenti, gli Amministrativi, gli Educatori, gli Infermieri e i Medici sono diminuiti o non sono comunque adeguati al numero di persone ristrette. Così come è in grande sofferenza l’intero apparato della Sorveglianza”.

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