Si accende il confronto politico sulla sanità sarda dopo i dati negativi diffusi dalla Fondazione Gimbe sui Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Al centro dello scontro le responsabilità del passato e le scelte dell’attuale amministrazione regionale guidata da Alessandra Todde.
“Ugo Cappellacci ha invocato per giorni il commissariamento della sanità sarda come se lui o il centrodestra non avessero responsabilità nello sfacelo attuale”, attacca in una nota Mario Perantoni, deputato sardo del Movimento 5 Stelle. Secondo Perantoni, essendo i dati Gimbe riferiti al 2023, “in piena amministrazione centrodestra”, le responsabilità dei pessimi risultati vanno ricercati proprio nell’attuale minoranza in Consiglio regionale.
Il parlamentare pentastellato sottolinea inoltre come la presidente Todde sia in carica “da meno di due anni” e stia cercando di rimediare “a anni di scelte sbagliate, tagli e nomine fallimentari”. Da qui l’affondo politico: “Chi oggi chiede il commissariamento dovrebbe spiegare perché, quando governava la Sardegna, la sanità è precipitata così in basso. Il commissariamento, comunque, è già arrivato nei loro confronti da parte dei cittadini sardi”.
Non si fa attendere la replica di Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera. “Il collega Perantoni osanna la politica sanitaria della presidente Todde? Gli posso dare due consigli: il primo è fare un bel giro negli ospedali sardi, il secondo è seguire l’esempio di Giuseppe Conte, che almeno ha avuto il pudore di non citarla ad esempio”, afferma l’esponente di Forza Italia.
Cappellacci allarga poi il tiro, chiamando in causa la scelta dell’assessore alla Sanità: “Il leader dei Cinquestelle dovrebbe vergognarsi per aver indicato per la Sardegna un assessore romano uscito sbattendo la porta e denunciando che il campo largo pensa solo alle poltrone”.
Sul tema delle responsabilità pregresse, l’ex presidente della Regione rivendica l’operato della sua amministrazione. “Durante la mia presidenza la Sardegna fu la prima regione del Mezzogiorno a uscire dal piano di rientro sanitario, riconquistando l’autonomia decisionale”. Cappellacci ricorda inoltre l’avvio della digitalizzazione con il fascicolo sanitario elettronico, l’adozione delle procedure di acquisto centralizzate “per evitare sprechi” e il mancato taglio dei posti letto, con il rafforzamento di presidi ritenuti strategici per l’Isola.
Infine, l’affondo conclusivo contro l’attuale giunta. “A quasi metà del mandato, la presidente Todde ha già visto la riforma sanitaria diventare la terza legge cassata dalla Corte Costituzionale. Noi davanti alla Consulta difendevamo i diritti dei sardi e l’autonomia, lei la sua poltrona e quella dei commissari delle Asl”.
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