La Giunta guidata da Alessandra Todde punta a una rapida approvazione della Manovra Finanziaria per sbloccare immediatamente la successiva variazione di bilancio. Sebbene le risorse attuali siano limitate, l’esecutivo regionale conta di utilizzare subito la prima parte dei fondi derivanti dalla vertenza entrate con lo Stato, già trasferiti da Roma, per dare respiro alle casse isolane.
Il percorso legislativo entra nel vivo domani alle 10:30 in Consiglio regionale con l’analisi della Legge di stabilità 2026 e del Bilancio di previsione 2026/2028. Per l’annualità in corso, il documento finanziario pareggia su una cifra imponente di circa 11,6 miliardi di euro. Si tratta di una manovra con margini di manovra ridotti, dove la voce principale è rappresentata dalla sanità: tra l’adeguamento ai parametri nazionali e il potenziamento del Fondo per la non autosufficienza (che beneficerà di quasi 290 milioni l’anno), il comparto assorbe la fetta più consistente degli stanziamenti.
L’apertura della seduta sarà anticipata da un confronto con il Consiglio delle autonomie locali. Proprio i Comuni rappresentano uno dei nodi politici più delicati: attualmente il Fondo unico (Fual) prevede 573 milioni annui, ma sia la maggioranza (con il Pd in testa) che l’opposizione di centrodestra premono per aggiungere ulteriori 100 milioni di euro. La Giunta sta cercando di reperire queste somme attraverso una redistribuzione interna dei fondi, ipotizzando tagli ad altri capitoli, inclusi quelli legati alle disponibilità dei singoli consiglieri.
Il clima in Aula si preannuncia teso, alimentato dalle recenti frizioni tra maggioranza e minoranza seguite all’audizione della Governatrice in Commissione Sanità. Si prevede una pioggia di emendamenti da parte del centrodestra pronti a dar battaglia sui singoli articoli. Parallelamente alla partita economica, Alessandra Todde guarda con attenzione anche al fronte giudiziario: si attende infatti il pronunciamento del Tar per poter procedere alle nomine dei direttori generali nelle Asl di Cagliari, Sassari e Olbia, tasselli mancanti per completare il riassetto della sanità sarda.
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