Un piano straordinario per l’edilizia, più trasparenza e una commissione d’inchiesta e sospensione delle tasse universitarie. Sono le rivendicazioni degli studenti universitari di Cagliari, riuniti in assemblea dalle 13 di ieri, dopo le proteste avvenute in seguito al crollo dell’edificio di via Trentino, nella facoltà di Lingue.

In un manifesto approvato, dopo il corteo che ha visto sfilare centinaia di persone dal Rettorato a Sa Duchessa, gli studenti chiariscono: “Il crollo dell’aula Magna e dell’aula Vardabasso non è un’imprevedibile catastrofe ma il frutto di decenni di tagli all’istruzione e di politiche su misura di aziende che non mettono al centro il diritto allo studio e gli interessi degli studenti”.

Didattica mista e tasse

La mancata garanzia di spazi sicuri non può giustificare un nuovo ritorno alla Didattica a Distanza che non garantisce in modo eguale un pieno accesso alle attività universitarie a tutti. La DaD rappresenta anche un ostacolo per le persone neuro-divergenti. La soluzione suggerita nel manifesto è la didattica mista (presenza+online) con la garanzia di strutture idonee per tutti gli studenti e le studentesse .

Sulla contribuzione studentesca, gli studenti scrivono: “Riteniamo sia del tutto ingiustificato continuare a pagare tasse proibitive per migliaia di studenti, anche alla luce dei tagli ai servizi degli ultimi due anni di pandemia”. Gli universitari sostengono che il diritto allo studio non è nei fatti garantito e che la loro stessa vita è in pericolo ogni giorno, come ha dimostrato il grave crollo di martedì e altri incidenti minori in passato.

Commissione d’inchiesta e piano edilizia


Nel manifesto gli studenti rivendicano una commissione autonoma che possa indagare sul disastro che ha coinvolto l’edificio di via Trentino. Chiedono all’amministrazione di UniCa spazi più sicuri e adeguati per lo studio e per la didattica, anche per chi all’università lavora tutti i giorni; maggiore trasparenza sul sito istituzionale sulla gestione degli immobili dell’ateneo e la formazione di una commissione di garanzia paritetica sull’edilizia.

Gli studenti e le studentesse, in ultimo, si dissociano dalle notizie apparse online relative a momenti di tensione con una docente, invitano tutti a partecipare all’assemblea e chiedono ai giornalisti di rispettare le indicazioni decise dall’assemblea per la gestione di registrazioni e interviste.

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