Province Sud Sardegna Arbitra 17enne aggredita, la garante Puligheddu: “Superato il limite di civiltà”

Arbitra 17enne aggredita, la garante Puligheddu: “Superato il limite di civiltà”

“Tentare di sminuire la violenza fisica trasformandola in un generico alterco verbale è un'operazione culturale pericolosa", aggiunge la garante per infanzia e adolescenza

La Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza della Sardegna, Carla Puligheddu, ha preso una posizione netta e rigorosa dopo l’episodio di violenza verificatosi a Sarroch, dove una giovane arbitra di soli 17 anni è stata aggredita durante una partita di calcio giovanile.

“Esprimo lo sdegno più profondo per un episodio che supera ogni limite di civiltà sportiva e umana” dichiara la Garante. “È inquietante che un dirigente adulto, investito di una responsabilità educativa, si trasformi nell’aggressore di una ragazza minorenne. Lo sport giovanile deve essere una palestra di vita, non un teatro di violenza e prevaricazione.”

L’intervento della Garante richiama l’attenzione sulla severità delle leggi attuali. In particolare, viene citato l’articolo 583-quater del Codice Penale, che equipara i direttori di gara a pubblici ufficiali durante lo svolgimento delle loro funzioni, prevedendo sanzioni penali pesantissime e l’arresto in flagranza per chi arreca lesioni gravi.

“Prendo atto con sconcerto” prosegue Carla Puligheddu “dei tentativi, emersi nel dibattito locale e in alcune comunicazioni societarie, di relativizzare l’accaduto. Parlare di “aggressione verbale” a fronte di atti ufficiali della Giustizia Sportiva che certificano due schiaffi, un pugno al volto e una prognosi medica di 45 giorni, non è solo una distorsione della realtà: è un atto di becera delegittimazione dell’autorità arbitrale e della dignità della vittima.”

La Puligheddu respinge con forza ogni tentativo di sminuire l’accaduto o di mettere in dubbio i referti medici e le decisioni federali. “Tentare di sminuire la violenza fisica trasformandola in un generico alterco verbale è un’operazione culturale pericolosa. Chiedo alle istituzioni locali e alle comunità coinvolte di isolare chiunque cerchi di giustificare l’ingiustificabile. La tutela di una ragazza di 17 anni e il rispetto delle regole devono prevalere su qualunque interesse di parte o tutela di immagine.”

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